logo
Un luogo di incontri, scambi culturali, riflessioni profonde... e degustazioni.
Il mondo ricomincia a pensare!
+334 903 9603
info@portovecchio.live
Molo Porto Vecchio (0,69 km) 88900 Crotone
Instagram Feed
Cerca
 

Blog

Tagliatelle all’alloro con ragù di pesce

Pasta fatta con le migliori farine e con l’acqua della Sila; foglie di alloro calabrese selezionato; pomodori datterino e pesce freschissimo a centimetro zero. “Omaggio alla Poesia” è un piatto che offre il meglio di questa terra: profumi e colori, ma soprattutto sapori che raccontano il cuore del Mediterraneo. E nel nome il richiamo alla storia millenaria di questi luoghi, in cui le arti e la cultura raggiunsero le loro vette più alte in epoca antica.

Tagliatelle all’alloro con ragù di pesce” si legge nel menù del Porto Vecchio; ma “Omaggio alla Poesia” racconta tante storie. Intanto perché “il pesce – spiega Anna Riga, che del ristorante è l’anima – è quello che ogni mattina il mare regala ai pescatori: che sia cernia, ricciola oppure dentice, è sempre il pescato di primissima qualità che ogni giorno le paranze ormeggiate a pochi metri dal ristorante recano con sé in porto. È il pesce dello Jonio, dunque, l’elemento portante del piatto: sempre diverso ma sempre in doppia consistenza, nel ragù che condisce le tagliatelle e in bocconcini che vengono fritti e posizionati sul piatto finito. E poi c’è la pasta, che al Porto Vecchio è una vera e propria filosofia: le tagliatelle sono di farina di grano Senatore Cappelli, macinato a pietra e impastato con l’acqua purissima del vicino altopiano della Sila. E infine i pregiati pomodori datterino e le più belle e profumate foglie di selezionato alloro calabrese. Un piatto che soddisfa tutti i sensi, e che gli amanti del piccante possono arricchire col migliore peperoncino calabrese.

Il mito e la storia

È la pianta sacra ad Apollo a dare il nome a questo piatto. L’alloro in cui – racconta il mito – venne trasformata la ninfa Dafne nella sua fuga dal dio che una freccia di Cupido aveva fatto perdutamente innamorare di lei. Da quel momento, che Gian Lorenzo Bernini immortalò in una delle sue sculture più incredibili, la pianta di alloro fu sacra al dio del sole, della musica, della Poesia, tanto da essere per sempre utilizzata per comporre le corone che cingevano il capo dei vincitori, dei saggi, e dei massimi Poeti.

  •  
  •  
  •  
  •